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Certificazione attribuzione partita IVA: ecco cos’è e a cosa serve

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Quando si desidera aprire un’attività o quando si vuole diventare liberi professionisti, se si hanno superato i € 5000 all’anno che sono il limite massimo per emettere ritenute d’acconto, si deve aprire la Partita Iva. A seguito di questa operazione, viene consegnato il certificato di attribuzione di partita IVA e si rivelano gli obblighi fiscali che si dovranno rispettare.

Sebbene, nella gestione, sia molto utile rivolgersi a un commercialista, in realtà per un’infarinatura generale su cosa sia la Partita Iva e su come si debba aprirla la si può avere anche online. Ecco quindi un excursus generale su questo argomento e sul Certificato di Attribuzione.

Come richiedere la Partita IVA

Oggi come oggi, per aprire la partita IVA si deve compilare il modello AA9/7 per i lavoratori autonomi o le ditte individuali e il modello AA7/7 se si vuole avviare una società. Questi vanno scaricati o richiesti all’Agenzia delle Entrate, a cui poi va restituito, una volta compilato, con raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite il portale Web.

Se si ha una partita IVA ordinaria, quindi non forfettaria, si devono  pagare annualmente l’IRAP e l’IRPEF. Il primo è un’imposta regionale che va a colpire le attività economiche che prevedono lo scambio di beni o servizi e si applica alle imprese che esercitano attività economiche. La seconda, invece, è l’importa sul reddito delle Persone Fisiche ed è regolata dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi, andando a colpire il reddito delle persone fisiche.

Il Certificato di Attribuzione Partita Iva

Questo documento attesta che una determinata società o un singolo abbia la partita Iva e possiede, elencati, tutti i dati: nome, cognome, numero di Partita Iva, sede legale, codice fiscale e definizione dell’impresa, di capitali o di persone.

Il Certificato di Attribuzione è necessario nel caso in cui ci si voglia intestare delle utenze, dei mutui o se si richiedono dei finanziamenti, poiché va specificata la propria situazione economica e lavorativa. Il numero di partita Iva qua riportato, inoltre, lo si deve specificare nelle fatture che si emettono, nella dichiarazione dei redditi, nella registrazione di atti pubblici, nella dichiarazione annuale dell’IVA e nelle domande di iscrizione, variazione o cancellazione dagli Albi della Camera di Commercio.

Il documento viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate e porta la firma del direttore dell’agenzia e il bollo. Per ottenerlo si deve andare sul sito web dell’Agenzia, dove si trova il modulo dedicato. Questo va compilato in ogni sua parte e, con la fotocopia della carta d’identità, va inviato tramite servizio postale o via Web. Possono richiedere il certificato tutti coloro i quali possiedono una partita Iva o il loro legale rappresentante. Una volta che viene effettuata la richiesta, l’Agenzia effettuerà dei controlli presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio per accertarsi della validità di tutti  i dati forniti.

Se si vuole inoltrare la richiesta via web, si deve cercare sul sito dell’Agenzia delle Entrate il documento AA9/11 che, senza alcun pagamento, verrà inviato al vostro indirizzo di posta elettronica, mentre l’originale verrà spedito presso l’indirizzo segnalato al momento della registrazione.