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Azioni Banco Popolare: grafico Borsa e prezzo

Il Banco Popolare è un gruppo bancario italiano cooperativo che a partire dal 1 gennaio 2017 si è fuso con la Banca popolare di Milano e ha iniziato il suo percorso anche in ascesa in borsa. Oggi analizziamo nel dettaglio il titolo e capiamo se valga la pena veicolare sullo stesso i nostri investimenti. Trattandosi di un prodotto piuttosto giovane, i rischi sicuramente ci sono, tuttavia le prime previsioni lasciano ben sperare coloro che hanno deciso di dare fiducia a questa neonata realtà e di sceglierla per i propri investimenti.

Previsioni sull’andamento in borsa di Banco Popolare

Banco BPM è un gruppo bancario nato con un capitale societario totale pari a 7.1 miliardi di euro, disitribuiti su un totale di 1.515.182.162 singole azioni ordinarie distribuite sul mercato. Al suo ingresso a Piazza Affari, il titolo ha fatto registrare una chiusura veramente ottima, registrando un +9.08%, rilazo che sebbene leggermente rallentato, è stato visibile anche nei giorni immediatamente seguenti. Gli analisti sono concordi nel prevedere buoni risultati per qyesto gruppo bancario, che potrebbe superare abbondantemente il target fissato per il 2019, non solo per le ottime performance, ma anche per un attento piano di riduzione dei costi. A determinare e influenzare un piano così è stata anche la lente fase di preparazione che ha portato alla nascita del gruppo, le cui basi ufficiali per la fusione sono state dichiarate nel marzo dello scorso anno, quando i due consigli di amministrazione hanno dato il loro primo ok alla fusione, generando così il terzo polo bancario italiano in termini di clientela e raccolta (prima di questo gruppo troviamo quello di Intesa Sanpaolo e quello di Unicredit) che potrebbe raggiungere senza alcuna difficolatà una quota pari all’8.2% del mercato. A livello geografico il gruppo fa sentire la propria presenza soprattutto nel nord d’Italia e in regioni quali Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.

Accennavamo poc’anzi agli obiettivi target che l’azienda ha delineato per il 2019. Ebbene, nella definizione dei goal il gruppo ha chiarito la sua volontà di raggiungere 1.1 miliardi di utili (con una crdita del 9% circa) e una importante riduzione dei costi, che tuttavia potrebbe avere impatto sui dipendenti e condizionare la “pancia” degli investitori. Sul fronte degli esuberi, in particolare, il piano si sviluppa su quattro differenti finestre temporali (luglio 2017, dicembre 2017, luglio 2018, dicembre 2018) che dovvrebbero interessare in prima istanza i quadri (quindi i dipendenti più costosi). Ai dipendenti che andranno in pensione fino al 31/12/2022 è invece offerto uno scivolo.

L’unico spazio dubbioso è rappresentato dal controllo del gruppo. A fine marzo infatti, quando veranno meno i limiti al momento fissati per il possesso azionario, l’acquisto di quaote per un valore totale anche di solo un miliardo di euro permetterebbe di acquistare la maggioranza del terzo polo bancario italiano, per questo motivo l’azienda è consapevole della necessità di individuare un nocciolo duro di azionisti.

Grafico e prezzo azioni Banco Popolare

Il grafico mostra l’andamento del mese di gennaio del titolo. Anche da una veloce osservazione, è possibile notare come l’inzio dell’anno sia stato caratterizzato da una costante ascesa, che ha portato il titolo a raggiungere il suo tetto massimo di 2.90 in data 6 gennaio. Dal 6 al 12 gennaio, anche se con andamenti altalenanti, ha vissuto un periodo di discesa, fino a toccare un valore di 2.65 giovedì 12 gennaio. Da questo momento in poi gli andamenti sono stati ciclici e altalenanti, con dislivelli ridotti all’interno della stessa giornata. Il titolo può essere controllato e monitorato facilmente su qualsiasi sito borsistico, o semplicemente cercando su google “Quotazioni banco popolare”. Per eventuali investimenti è possibile rivolgersi alla propria banca di riferimento o ad uno dei diversi attori che operano nel settore come broker online.