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Bankitalia e le ripercussioni su Boschi padre

A Pierluigi Boschi padre di Maria Elena, ministro per le Riforme nel nuovo Governo Renzi, vengono contestate varie irregolarità.

Nel febbraio 2014 pochi giorni dopo la nomina della figlia, Pierluigi, consigliere d’amministrazione di Banca Etruria dal 2011, diventa uno dei vicepresidenti dell’istituto.

In seguito, dopo i primi rilievi di Bankitalia sullo stato patrimoniale della banca, la procura di Arezzo indaga su tre membri del cda, ma non su Boschi.

Dopo aver rifiutato la richiesta di acquisizione da parte della Popolare di Vicenza, Bankitalia  multa l’Etruria per 2,5 milioni di euro con accuse molto pesanti, tra cui violazione delle disposizioni sul governato, carenze gestionali, carenze di controllo e nel credito erogato, mancata trasparenza e omessa vigilanza. Boschi viene sanzionato per 144 mila euro.

Nel gennaio 2015 il governo vara la riforma delle banche: quelle con un attivo superiori a 8 miliardi devono trasformarsi in spa. Tra gli istituti interessati c’è anche l’Etruria.

Poco dopo Bankitalia decide di commissariare Banca Etruria a causa di gravi perdite: in meno di un anno il managment ha bruciato 5 miliardi di capitalizzazione.

A novembre 2015, il dramma dei risparmiatori: il governo salva 4 banche a rischio fallimento ripulendole dai crediti deteriorati. Le perdite verranno assorbite dagli azioni e dagli obbligazionisti subordinati che perdono tutto.

A gennaio di quest’anno Bankitalia propone nuove sanzioni contro l’Etruria, tra le accuse: premi, stipendi e consulenze fuori budget, crediti facili, inefficienza dei controlli interni, scarsa vigilanza. Aspetteremo di sapere come la vicenda si concluderà.