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Cos’è il «Salvabanche»?

Il 23 novembre il governo ha attuato il decreto salvabanche per salvare 4 banche in pessime condizioni finanziarie: CariFerrara, CariChieti, Banca Marche e Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio.

Questo provvedimento dà vita a 4 banche nuove: i crediti che i vecchi istituti non riescono più a recuperare verranno ripuliti e il valore delle azioni e obbligazioni subordinate azzerato.

Ciò vuol dire che azionisti e obbligazionisti subordinati hanno perso i loro soldi.

In pratica, con l’acquisto di un’obbligazione diventiamo creditori di chi l’ha emessa.

Con l’acquisto di un’obbligazione subordinata succede più o meno la stessa cosa, ma risultiamo creditori di second’ordine: se chi l’ha emessa fallisce verremo risarciti solo dopo gli obbligazionisti normali. Alcuni risparmiatori hanno investito tutto il loro denaro in questi prodotti e il 23 novembre hanno visto andare in fumo anni e anni di sacrifici.

Il decreto salvabanche per essere attuato doveva avere il lascia passare europeo. L’esecutivo sostiene di aver proposto una soluzione adeguata che potesse proteggere i soggetti oggi colpiti dal provvedimento, ma Bruxelles le ha considerate incompatibili con le leggi comunitarie, per questi motivi l’Italia e l’Europa si sono aspramente scontrate.

All’ombra di questo dissidio centinaia di famiglie, per colpa di organi di vigilanza poco attenti e consigli finanziari sbagliati si sono ritrovati senza più nemmeno un euro.

A questo proposito, il Ministro dell’Economia Padoan ha annunciato che lo Stato istituirà un fondo di solidarietà per ripagare parte degli obbligazionisti che con il salvabanche hanno perso i loro risparmi.