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Codice tributo 1501: cos’è, significato e utilizzo

codice tributo 1501

I contratti di locazione comportano tutta una serie di adempimenti: ci sono quelli da compiere ai fini della registrazione e quelli da rispettare in momenti successivi. Tra questi rientra anche il pagamento dell’imposta di registro per le annualità successive alla prima: in questi casi bisogna utilizzare il codice tributo 1501. Vediamo qual è il suo significato e come farne un corretot utilizzo quando si compila il modello F24.

Cos’è il codice tributo 1501 e quando deve essere utilizzato

Qualsiasi contratto di locazione che abbia per oggetto beni immobili deve essere registrato, a prescindere dall’entità del canone pattuito tra il locatore e il conduttore (solo se il contratto ha una durata inferiore ai trenta giorni nell’arco dell’anno non c’è l’obbligo di registrazione). Questa operazione comporta il pagamento della cosiddetta imposta di registro, che ha una doppia funzione: da una parte rappresenta un’entrata fiscale e dall’altra remunera lo Stato per il servizio che offre al cittadino conservando traccia degli atti registrati, conferendo loro una certezza giuridica.

Quando si stipula un contratto di locazione pluriennale, la relativa imposta di registro può essere pagata in un’unica soluzione (quindi al momento della registrazione si paga l’imposta per l’intera durata del contratto) oppure di anno in anno. Chi opta per il versamento annuale deve provvedere spontaneamente al pagamento, da effettuare entro i trenta giorni successivi alla scadenza della precedente annualità. Questo pagamento può essere effettuato utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, ovvero con la richiesta di addebito diretto su conto corrente, oppure tramite il modello F24 Elementi Identificativi, inserendo il codice tributo 1501.

La compilazione del modello F24 Elementi Identificativi

Chi opta per il pagamento dell’imposta di registro delle annualità successive con modello F24 Elementi Identificativi deve compilare la Sezione Erario e altro. Gli spazi relativi al codice ufficio e al codice atto non devono essere compilati. Nella prima colonna della tabella bisogna inserire la lettera F, che identifica il tipo di versamento (registro). Nella seconda colonna va inserito il codice identificativo del contratto.

Si tratta di una stringa di 17 caratteri che si può recuperare dalla copia del contratto oppure sfruttando il sistema di ricerca sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Nella terza colonna si inserisce il codice tributo 1501; in quella successiva si indica l’anno di riferimento. Nella quinta colonna va indicato l’importo a debito. Alla fine della tabella sono presenti due spazi: uno è riservato alla firma del contribuente, mentre l’altra è quella del Saldo, dove va riportata la somma di tutti gli importi a debito presenti nella sezione.